| |
|
CERCA
|
|
|
|
| . |
|
CANALI
|
|
|
|
|
| . |
|
METEO
|
 |
|
|
| . |
|
LINK
|
|
|
|
|
| . |
|
SPOT
|
 |
|
|
|
| . |
|
CERTIFICATI
|
|
 |
|
|
|
|
| . |
 |
|
Web
designer |
 |
|
|
|
| |
 |
LA STORIA
DI COLLEGNO |
 |
|
|
| |
Sconfitti i Cartaginesi
i Romani garantirono al Piemonte un paio di secoli di
relativa tranquillità.
Finché Cesare intraprese le campagne in Gallia. La zona
di Torino divenne militarmente più importante.
Nel 28 a.C. nasce la colonia denominata Juiia Augusta
Taurinorum; sorge la Torino romana.
Collegno nasce con l'arrivo dei Romani a Torino. I
viaggiatori che da Torino andavano in Gallia avevano
bisogno di strade sicure e di luoghi di riposo, in modo
da poter procedere confortevolmente a tappe.
Così sorse il primo nucleo di Collegno: c'erano un
presidio militare, un albergo, stalle e depositi di
vetture e foraggi.
Collegno era allora una mansio, cioè una fermata e si
chiamava Ad Quintum perché distava cinque miglia da
Torino.
Nello stesso periodo sorsero altre mansiones come
Settimo (ad septimum) e None (ad nonum).
Attorno alla Mansio ad Quintum si raccolsero i
negozianti, gli artigiani, e i contadini dando origine
ad un villaggio.
All'epoca dei Fiavi sorse attorno alla Mansio un
collegio sacerdotale costituito dai Romani per
diffondere il senso dell'impero e per custodire le
tombe.
Così Collegno cominciò ad essere chiamata Collegium ad
Quinto finché ad Quinto scomparve lasciando posto a
Collegium che divenne infine Collegno.
All'epoca dell'imperatore Tito (circa 80 d.C.) risale
l'attribuzione di Collegium al primo insediamento sorto
nei pressi dove si trova ora la Chiesa di San Massimo.
D'attorno all'anno 1000 in poi, Collegno lega ancor più
i suoi destini alla città di Torino, cadendo sotto il
dominio di Casa Savoia.
E' da attribuire ad Umberto III nel 1171 la costruzione
del Castello di Collegno, contribuendo così a far
sorgere l'attuale centro storico ed abbandonare la zona
di San Massimo.
Il Castello era costituito da cinque torri rotonde di
difesa, un ponte levatoio, un fossato intorno, su di un
dirupo verso il corso della Dora.
Nel 1228 Collegno passò ai Marchesi di Monferrato, nel
1238 torna ai Savoia, dopo l'investitura fatta a Tommaso
Il Conte di Savoia a primo Signore del Piemonte
dall'imperatore Federico II.
Nel 1252 il Castello fu in gran parte distrutto durante
le lotte fra torinesi retti dal Vescovo e Tommaso Il di
Savoia.
Nel 1259 il Vescovo di Torino Gandoifo protesta perché
il Castello di Collegno torni sotto la Curia Vescovile,
sottraendolo al Signor Americo di Crusinaldo.
Nel 1275 Collegno torna sotto Guglielmo VII, Marchese
del Monferrato, che ricostruisce il Castello.
Nel 1290 Amedeo V, Conte di Savoia, arresta Guglielmo
VII e riprende Collegno che concede in feudo a Filippo,
Principe d'Acaja.
Dal 1301 al 1367 fra i cugini Savoia e Acaja vi furono
lotte continue e Collegno fu più volte saccheggiata e il
Castello espugnato.
Nel 1320 il Castello passò a Lanteimo, figlio di Filippo
d'Acaja e rimase ai d'Acaja fino al 1598, quando morì di
peste l'ultimo discendente di Filippo, Emanuele
Filiberto.
Nel 1348 e 1349 imperversa in Europa la peste nera. Dai
1500 al 1650 le terre del Ducato di Savoia sono
tormentate dalle guerre.
Nel 1510 torna la peste nera, poi di nuovo nel 1 575 e
ancora tra il 1599 e il 1600.
Il 29 marzo 1599 Carlo Emanuele I, Duca di Savoia,
concede in feudo il Castello di Collegno a Giovanni
Francesco Provana di Carignano, perché costui,
combattendo al fianco del Duca contro i francesi, aveva
perso tutti i suoi beni.
Giovanni Francesco Provana di Carignano era Signore di
Bossolino e della Gorra.
Inoltre gran cancelliere dei Savoia, assunse così il
titolo di primo Conte di Collegno.
Giovanni Francesco Provana con il figlio Ottavio,
secondo Conte di Collegno, fece riedificare il Castello
ridotto quasi in rovina, tra il 1600 e il 1644.
Nel 1626 Collegno conta quasi 700 abitanti contro i 25
mila di Torino.
In quell'anno ricompare la peste bubbonica uccidendo
tremila torinesi e una buona percentuale di Collegnesi.
Risale al 1641 il trasferimento a Collegno dei Padri
Certosini, ordine religioso fondato da San Brunone nel
1804 a Chartreuse vicino a Grenoble, chiamati dalla
reggente Maria Cristina dopo che il loro convento di
Avigliana fu distrutto dai francesi.
Inizia così, nel 1648, per essere ultimata nei primi
anni del 1700, la costruzione della Certosa, destinata
dal 1852 in poi quale Ospedale Psichiatrico.
Qui, dove ora sono gli uffici dell'A.S.L. n' 5, sarà poi
anche ospitato re Vittorio Emanuele II. La chiesa
interna fu dichiarata nel 1840 da re Carlo Alberto
Cappella dell'ordine della Santissima Annunziata.
Re Carlo Emanuele III di Savoia nel 1737 fece costruire
dal Juvarra la famosa facciata esistente e la donò ai
Certosini in occasione del suo matrimonio con Elisabetta
Teresa di Lorena.
L'antica farmacia della Certosa, tuttora esistente, fu
aperta nel 1764 dai Certosini.
Il 1700 si avvia con l'invasione francese respinta dalle
truppe del Piemonte.
Ma allo scadere dello stesso secolo il Piemonte ricade
sotto la dominazione francese di Napoleone Bonaparte,
che durerà fino al 1814.
Si insediano i metodi di amministrazione e di governo
dei francesi: l'invasore porta in Italia i principi
universali della Rivoluzione dell'89.
Dinnanzi al Castello di Collegno viene eretto l'albero
della Libertà e per la prima volta Le Maire (il sindaco)
parla di uguaglianza, libertà e fratellanza.
Col Congresso di Vienna (1815) Vittorio Emanuele I torna
in possesso delle terre dei Savoia. E'la restaurazione,
la fine di molte speranze alimentate dalla Rivoluzione
Francese.
Collegno rimane sotto la dominazione francese dal 1798
al 1815, epoca napoleonica.
Nel 1838 Collegno conta 1776 abitanti. Ci sono quattro
filatoi di seta, due filature, una concia di pelli e una
ferriera per la produzione di utensili agricoli. I
lavoratori occupati sono 700. Nel 1850 comincia a
svilupparsi la produzione di minuterie di ottone per
ombrelli.
Nel 1853 a Collegno nasce il Borgo Nuovo. Adriano
Audifredi, deceduto a soli 57 anni nel 1906, fu
commendatore, consigliere provinciale e sindaco di
Collegno per 25 anni.
Amico di Paolo Boselli, che era un uomo politico al
quale fu poi intitolata la prima scuola di Collegno,
l'Audifredi poté ottenere molti benefici per i suoi
concittadini, dai quali fu stimato e amato.
Nel 1854 imperversa il colera: il Comune attrezza un
ospedale di emergenza, ma in pochi giorni il morbo miete
70 vittime.
Nel 1871 si inaugura la ferrovia Torino-Rivoli,
soppiantando la vecchia diligenza che passava a Collegno
sei volte al giorno.
La nuova linea a scartamento ridotto contribuisce
notevolmente allo sviluppo di Collegno, cittadina posta
sullo Stradone di Francia, il cosiddetto Viale del Re.
Servizio che è destinato a durare sino al 13.11.1955,
pur attraverso continue innovazioni che da trenino a
vapore lo trasformano in elettrico.
Nel 1880 ci sono sei botteghe di ottonai. Collegno ha
anche un asilo infantile a conduzione religiosa e una
scuola elementare.
Dal 1874 al 1882 soggiornò a Collegno Laios Kossuth,
patriota e uomo di stato ungherese, grande amico di
Mazzini, Cavour e Garibaldi.
Nominato Cittadino Onorario alla memoria il 25 aprile
1994 nella ricorrenza del centenario della morte.
Ormai l'Italia non è più un' espressione geografica: il
nuovo regno è unito sotto i simboli dei Savoia.
E il movimento operaio comincia a prendere forma.
Nel 1984 nei locali del Cannon d'Oro, si apre la prima
sezione socialista: i nuovi ideali si richiamano a Carlo
Marx.
Nel 1890 compare la luce elettrica, destinata a produrre
una svolta rapidissima nella realtà produttiva e nei
costumi del paese.
A fine secolo Collegno conta 4491 abitanti.
E' ormai un centro industriale, pur conservando ampie
zone agricole: la Leumann, chiamata il fabbricone occupa
900 lavoratori.
Cresce l'omonimo villaggio, favorendo l'immigrazione
operaia dalla Lombardia, dal Veneto e dall'Emilia.
Nel 1941 il trenino a vapore Torino-Rivoli diventa
elettrico.
1914: Collegno elegge Massimo Portalupi, primo sindaco
socialista.
1915-1918: settanta Collegnesi cadono sui fronti della
Grande Guerra.
1918-1919: gli echi della Rivoluzione sovietica
accompagnano il Biennio Rosso; a Collegno ribolle
l'agitazione sull'onda dell'occupazione delle fabbriche
e dell'affermazione del movimento operaio e socialista
in tutto il paese.
Nel 1920, con il fascismo comincia la catena di violenza
che culminerà nel 1921 con la marcia su Roma, Collegno
elegge il sindaco comunista Arturo Bendini, che avvia
tra l'altro la costruzione della prima scuola di
Collegno intitolata a Paolo Boselli.
Nello stesso anno il consiglio comunale stanzia duemila
lire a favore dei disoccupati e mille lire per gli
operai sovietici colpiti dalla carestia.
Nel paese imperversano le violenze squadriste: viene
incendiata anche la Casa del Popolo di Collegno.
L'organizzazione operaia riesce difficilmente a
resistere: Arturo Bendini, tuttavia, viene eletto
deputato del PCI nel 1924.
Sarà poi condannato a trent'anni nel processane del 1926
contro Gramsci, Terracini e altri. La dittatura fascista
s'è affermata, ma mette germi e si espande il movimento
clandestino.
Umberto Massola, che la polizia fascista chiamava la
primula rossa risiedeva a Collegno intento ad
organizzare i primi scioperi antifascisti della riscossa
popolare.
L'8 settembre del 1943 i giovani antifascisti di
Collegno si arruolano nelle prime bande partigiane delle
valli di Susa, di Lanzo e del Monferrato.
Nel 1944 Arturo Bendini, già sindaco di Collegno, muore
in Francia combattendo coi maquis.
Il 27.4.1944 cade fucilato dai nazifascisti Renzo
Cattaneo, giovane eroe collegnese.
Il 30 aprile 1945 i barbari nazisti in ritirata compiono
gli ultimi eccidi. Tra i martiri sono don Sapino,
parroco di Savonera, e don Caustico, eroico sacerdote
grugliaschese.
Il 2 giugno 1946: proclamazione della
Repubblica.
Collegno non si trova in buone condizioni. I
bombardamenti avevano danneggiato solo parzialmente le
industrie della nostra città.
Mancavano però ancora troppi servizi di cui la
popolazione aveva bisogno. Gli asili nido non
esistevano.
C'erano quattro scuole materne gestite da personale
religioso: la Leumann (con 4 locali a pian terreno), la
Teresa Maggiora (2 locali in viale Gramsci), la Provana
(4 locali in via Belfiore) e la materna del CVS con
altri quattro locali.
Non c'erano scuole medie inferiori,mentre l'istruzione
elementare era attrezzata in modo abbastanza rispondente
ad una Città che contava allora 12mila abitanti.
Le fognature di Collegno erano limitate a piccoli
tronchi di fognatura bianca nel vecchio Concentrico, con
scarico diretto nella Dora e nelle bealere.
Il comune era proprietario di due pozzi per l'acqua (con
tubazioni di piccolo diametro), di un campo sportivo,
due piazze, 49 Km di vie interne da pavimentare e 10 Km
di strade campestri.
Non esistevano le case popolari. C'erano gli alloggi
operai della Leumann e del CVS.
L'illuminazione pubblica era insufficiente. Le linee di
trasporto erano limitate al servizio di qualche corriera
privata e al trenino "tritatutto" che faceva
Torino-Rivoli.
Collegno come quasi tutti i piccoli comuni piemontesi,
aveva un tenore di vita ancora notevolmente inferiore ad
altri paesi europei come la Francia, la Svizzera,
l'Inghilterra, la Germania.
Proclamata la Repubblica, bisognava però ricostruire
l'economia del paese.
Ai lavoratori vennero richiesti grandi sacrifici.
Anche i documenti finanziari dei comuni testimoniavano
sforzi e rinunce, nell'attesa della ripresa nazionale.
Nel 1953 durante la dura fase della ricostruzione, si
creano infatti le premesse dei Miracolo Economico.
E' l'effimero boom del capitalismo, che trascina al nord
masse di emigranti alla ricerca del lavoro in fabbrica.
Essi giungono a Collegno prima dai campi e dalle
montagne dello stesso Piemonte, poi dalle zone depresse
dei Veneto e del Mezzogiorno.
Il comune deve fare scuole e servizi per i nuovi
cittadini. C'è bisogno di case e di rafforzare tutte le
strutture municipali.
I costi che la pubblica amministrazione deve sostenere
sono elevatissimi. Comincia la scalata del deficit
finanziario, mentre impera la moderna società
consumistica.
Il tessuto sociale tradizionale si disgrega nella
congestione delle aree di insediamento industriale.
Aggredita Torino, l'industria si espande velocemente
nella prima cintura.
Uomini e donne provenienti da diverse regioni d'Italia,
con diversi costumi di vita e tradizioni, si concentrano
anche a Collegno.
La partecipazione dei lavoratori alla gestione della
cosa pubblica diventa il cavallo di battaglia delle
amministrazioni democratiche.
Per rispondere alle urgenti esigenze dei cittadini, il
comune è a volte costretto a trasformare negozi in aule
scolastiche, in attesa di costruire nuove scuole.
Mancano le case: perfino i sottoscala possono
trasformarsi in alloggi.
Sull'onda dell'industrializzazione, cambia radicalmente
la faccia di Collegno.
Il 31 Gennaio del 1980, a Collegno è concesso il titolo
di Città. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|