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EDIFICI
STORICI |
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VILLA AUDIFREDI |
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Questa bella e ben conservata Villa con il parco e l'adiacente cascina, risale all'inizio del 1700.
Originariamente di proprietà dei Conti Solaro, il cui stemma in pietra campeggia sul frontone in alto sulla facciata, nel corso del 1800 venne acquistata dalla Nobile famiglia Audifredi, e ristrutturata in stile Liberty da Adriano Audifredi Sindaco della Città e per più mandati Consigliere Provinciale di Torino a cavallo tra il 1800 ed il 1900.
Quando Luisa Audifredi, figlia di Adriano, sposò il nobile Amedeo Villanis, la Villa passò a codesta famiglia che, nei tempi, la ristrutturò nuovamente riportando la facciata all'originario aspetto settecentesco, e tuttora la possiede.
La pregevole facciata, che conserva della ristrutturazione in stile Liberty il balcone a tre luci con ringhiera lavorata, sorretto da quattro piccole colonne in ghisa, è ben visibile d'inverno, quando gli alberi secolari che la contornano sono spogli, ponendosi vicino al portale della Certosa Reale sul piazzale Madama Cristina di Francia, Duchessa di Savoia. |
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VILLA RICHELMY |
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Questa villa è stata fatta costruire dal banchiere
Pietro Rignon nel 1780 ed opera di Carlo Galletti.
Al piano terra una vetrata centrale delimita tre
ingressi dietro una cancellata frontale.
Al centro l'apertura ad arcata su colonne in pietra e
sopra un balcone a tre luci, al centro emerge netto lo
stemma dei Richelmy.
Un ampio parco circonda la villa e l'ingresso principale
si trova sulla via XXX Aprile.
Essa è situata tra il cimitero e la Dora ed esprime una
raffinata idealità di forme e di gusto del clima
settecentesco della colta provincia Piemontese.
La parte prospiciente a Via Sebusto è l'unico lato in
cui si può osservare l'edificio (purtroppo non ben
conservato) e la porta che si affaccia è l'ingresso
esterno alla bella cappella con statue di Stefano Maria
Clemente che raffiguravano tutte le sculture custodite
presso la chiesa parrocchiale in miniatura. In questa
villa si trovava una ricca armeria.
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VILLAGGIO LEUMANN |
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Il complesso, realizzato tra la fine dell'800 e l'inizio
del '900 è costituito da due comprensori di casette ai
lati dello stabilimento tessile su una superficie di
circa 60.000 metri quadrati.
Tra i numerosi villaggi operai sorti in Italia, nella
seconda metà del secolo scorso, Leumann di Collegno
rappresenta uno dei maggiori esempi di questo fenomeno
tipicamente Ottocentesco.
Sia le casette che l'ingresso dell'opificio, di chiaro
stile Liberty, sono facilmente riconoscibili tra il
disordine architettonico di una periferia industriale,
nata un pò freneticamente negli anni sessanta.
L'organizzazione urbanistica, l'architettura degli
edifici e sopratutto le istituzioni sociali create da un
illuminato imprenditore, Napoleone Leumann, fanno del
villaggio un organismo di straordinario interesse
storico,culturale ed architettonico; un patrimonio da
salvaguardare.
L'industriale, originario della Svizzera, nel 1875 fonda
il Cotonificio Leumann che diventa in breve tempo
un'azienda di notevoli dimensioni e prestigio: dai
duecento operai si passa, in meno di un decennio a
ottocento addetti, per arrivare nel 1911 a circa 1500.
Il
macchinario era costituito da seicento telai meccanici,
quattro caldaie a motore e due motori a vapore.
Napoleone Leumann non era soltanto un nucleo
residenziale per i suoi operai, bensì un'area ben
delimitata in cui produzione, abitazione, istituzioni
sociali e previdenziali, tempo libero, erano
strettamente connessi tra loro e formavano un organismo
funzionale e socialmente evoluto.
Il villaggio comprende 59 villini e case divisi in 120
alloggi che, originariamente ospitava un migliaio di
persone.
Attorno alle case vengono costruiti i servizi necessari
come la scuola elementare, l'asilo, la chiesa, il teatro
e i bagni, un ambulatorio medico, una palestra ed un
convitto per le operaie che dava alloggio a circa 250
ragazze tra i 13 e i 20 anni di età.
Nel 1972, in seguito alla crisi che investe il settore
tessile, l'attività produttiva del cotonificio viene
interrotta e la sorte del villaggio pare seriamente
compromessa da tentativi speculativi.
Il villaggio torna così all'interesse di tutta la
popolazione e si avvia un vivace dibattito sul futuro
che si conclude con l'acquisto dell'intera struttura dal
Comune di Collegno.
Avvalorando principi secondo i quali il patrimonio
edilizio esistente è un bene da salvaguardare , si
avviava un intervento di recupero, volto a mantenere la
permanenza nel villaggio degli abitanti, adeguando le
abitazioni ai moderni requisiti igienico funzionali.
Il piano prevedeva inoltre la sistemazione delle
attività sociali dove erano già ospitate in passato,
assegnando loro funzioni in base al nuovo quadro di
esigenze sociali, non solo della borgata ma dell'intero
territorio comunale.
Attualmente lo stabilimento continua l'attività
svolgendo le fasi di tintoria e finissaggio di tessuti
di cotone e lino; le lavorazioni vengono svolte nel
cuore della vecchia fabbrica.
Gli edifici del villaggio sono oggi tutti restaurati ed
abitati.
I servizi sociali sono stati introdotti, come previsto
in fase progettuale , dove erano già ospitati
originariamente ; sono operanti: la scuola elementare e
la scuola materna, l'ufficio postale, un centro sociale
per anziani, la Chiesa Santa Elisabetta.
Nell'edificio centrale del complesso convittuale, è
stata collocata la Biblioteca Comunale.
L'ex stazione della linea ferrotranviera Torino-Rivoli,
in disuso dal 1956, è stata concessa dal Comune
all'Associazione Amici della Scuola Leumann, che si è
occupata del suo restauro.
La Stazionetta oggi è un Punto di Informazione
Turistica. |
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VILLAGGIO LEUMANN C.so Francia 313 |
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