1 -
La pellicola in bianconero non reagisce alla luce come una pellicola a
colori, ma tende a rendere tutti i toni dei colori in livelli di grigio,
dal bianco al nero puro con tra i due estremi tutti gli altri toni, ora
per esempio un colore rosso avrà un livello di grigio più scuro di un
colore giallo, un colore verde sarà più scuro di un giallo, un blu avrà
un livello di grigio più scuro del rosso ma alla fine ogni colore sarà
rappresentato in un livello di grigio in base alla sua illuminazione,
così si potrà avere un colore rosso più chiaro di un colore giallo e
così via, naturalmente sempre in toni di grigio, per questo si deve
imparare a “vedere“ in bianconero e valutare anche che tipo di luce
abbiamo nel momento di eseguire lo scatto ed anche se la scena è adatta,
come contenuti, all’uso del bianconero ora il negativo reagisce alla
luce con zone di maggior annerimento tanto più è colpito dalla luce e
minor annerimento tanto meno è colpito dalla luce siccome i costruttori
di fotocamere hanno deciso di tarare l’esposimetro su un valore medio
della scala tonale, che comprende il bianco puro ed il nero pieno
entrambi senza particolari. Ansell Adams, grande fotografo statunitense
noto per le sue mitiche stampe in bianconero e soprattutto per il
sistema zonale da egli stesso inventato. Si basa sul attribuire una
numerazione corrispondente ad ogni livello di grigio della scena da
riprendere partendo dalla zona 1 che corrisponde al nero pieno senza
particolari in copia e negativo trasparente, alla zona 11 che
corrisponde al bianco puro della copia e negativo completamente nero,
impenetrabile alla luce, tra questi livelli estremi si collocano tutte
le altre zone.
2 -
Cominciamo ad elencare tutte la zone:
A) TONI BASSI
- ZONA ZERO
Negativo trasparente senza annerimenti, stampa con nero totale senza particolari
leggibili.
- ZONA UNO
Primo indizio di densità sul negativo che è ancora trasparente nelle ombre, ma
con inizio di annerimento stampa ancora nessuna comparsa di ombre.
- ZONA DUE
Negativo con primo indizio di rilievo (zona limite) stampa zone molto scure
prive di dettaglio, nero senza particolari evidenti.
B) TONI MEDI
- ZONA TRE
Negativo ancora trasparente, ombre e zone molto scuri con dettaglio prima zona
con rilievo visibile, ombre ricche di particolari.
- ZONA QUATTRO
Negativo non vi sono annerimenti, compaiono prime zone trasparenti stampa zone
annerite leggermente primi toni scuri, ombre nel paesaggio, fogliame, pietre,
tono della pelle di persone di colore.
- ZONA CINQUE
Negativo corrispondente al grigio medio (zona taratura esposimetro) (18%
cartoncino grigio KODAK) stampa compaiono i primi grigi medi.
- ZONA SEI
Negativo toni scuri/medi persone pelle razze bianche, pietre chiare, stampa
tendente ai toni alti, quasi senza toni neri ombre con ancora dettaglio, luci
con pieno dettaglio.
C) TONI ALTI
- ZONA SETTE
Negativo nero quasi pieno con pochi rilievi, neve illuminata lateralmente, quasi
al limite del dettaglio stentano a comparire i toni grigi, i toni neri sono
assenti.
- ZONA OTTO
Negativo nero più pieno della zona sette con ancora tracce di lieve rilievo,
ormai al limite, toni delicati, metalli lucidi, neve molto illuminata, alte luci
razze bianche, stampa ormai i grigi non compaiono e sono quasi impercettibili
zona limite.
- ZONA NOVE
Negativo nero pieno stampa tendente al bianco carta senza particolari.
- ZONA DIECI
Negativo nero pieno stampa tendente al bianco carta senza particolari.
- ZONA UNDICI
Negativo massimo annerimento impenetrabile dalla luce, stampa bianco brillante
della carta
D) L’ESPOSIMETRO
L’esposimetro di una fotocamera è tarato sulla zona cinque del sistema zonale,
ovvero tende a riprodurre il nero ed il bianco a livelli di grigio, cosicché i
neri ed i bianchi saranno non riprodotti come li vede il nostro occhio,ma il
nero sarà un nero poco saturo, ed il bianco sarà un bianco tendente al grigio
(QUESTO VALE ANCHE PER IL COLORE) per ovviare a questo inconveniente con il nero
si sottoespone di ½ 1 stop, e con il bianco si sovrespone di altrettanto, così
facendo sia il nero, sia il bianco saranno riprodotti con il loro giusto tono 3
(IL SISTEMA ZONALE).
SI MISURA ORA L’ESPOSIZIONE SULLE ALTE LUCI zona sette/otto CON L’ESPOSIZIONE
SCELTA PER PORRE LE OMBRE NELLA ZONA DUE /TRE VERIFICARE SE LE ALTE LUCI CADONO
IN ZONA SETTE (ZONA IN CUI LE ALTE LUCI NON SFONDANO IL SOGGETTO, MA PERMETTONO
DI VEDER DEI PARTICOLARI) E SE QUELLE CON DETTAGLIO APPENA PERCETTIBILE CADONO
IN ZONA OTTO (ZONA IN CUI LE ALTE LUCI NON PERMETTONO DI VEDERE ALCUN
PARTICOLARE MA SONO AL LIMITE DELLO SFONDAMENTO) AD OGNI ZONA CORRISPONDE UN
DIAFRAMMA 0 UNA VOLTA TROVATO IL DIAFRAMMA PER LA ZONA TRE POSSIAMO SPOSTARE,
OVVERO COLLOCARE E CADERE LE LUCI E LE OMBRE DOVE VOGLIAMO
ZONE LIMITE 0*1*2 SONO ZONE LIMITE OMBRE MAX ANNERIMENTO IN COPIA
3*4*5*6*7 SONO ZONE LIMITE OMBRE E LUCI 3/4 LIMITE OMBRE 6/7 LIMITE LUCI 5 ZONA
PERNO 18% ESPOSIMETRO ZONE 9*10*11 ZONE LUCI SENZA PARTICOLARI.
LE ZONE SONO 11 LIVELLI DI ANNERIMENTO SUDDIVISE IN SCALINI DI TONI CHE VANNO
DAL BIANCO AL NERO PIENO RIPRODOTTI IN STAMPA, IN RAPPORTO AITONI RIPRODOTTI SUL
NEGATIVO MA CHE SONO INVERTITI (LA ZONA TRASPARENTE è IL MAX NERO IN STAMPA )
RISPETTO ALLA STAMPA ED ALLA REALTA’. UNA STAMPA CORRETTA DEVE AVERE I LIVELLI
DI TONI COMPRESI DALLA ZONA DUE ALLA ZONA TRE OGNI DIAFRAMMA SUPERIORE A F/8
CAUSA NEGATIVI MENO DENSO E COPIA PIU SCURA.
OGNI DIAFRAMMA INFERIORE AD F/8 CAUSA NEGATIVO PIU DENSO E COPIA PIU CHIARA.
3 -
Bene ora dopo aver esposto il
rullino con le nostre immagini, abbiamo tali immagini latenti ovvero che
attendono la procedura di sviluppo. Per prima cosa, dopo aver tolto il rullino
dalla fotocamera è necessario disporre su una superficie piana ed in ordine di
inserimento le varie parti di un TANK, che poi non è altro che un contenitore
cilindrico ove alloggeranno le nostre pellicole da sviluppare procediamo in
quest’ordine procuriamoci un attrezzo per estrarre la pellicola dal suo
caricatore ed inseriamo la nella SPIRALE che non è altro che una bobina in
materiale plastico ove sono ricavate delle spire in cui si avvolgerà la nostra
pellicola, spira dopo spira sino ad inserirsi completamente, la caratteristica
della spirale è quella di non far venire a contatto i vari avvolgimenti di
pellicola, questo perché tra ogni spira vi deve essere spazio a sufficienza per
far percolare l’agente sviluppatore ch e ad ogni giro della SPIRALE o ad ogni
capovolgimento della tank va a sostituire il velo di agente esausto che si è
depositato sulla pellicola. Ora dopo aver inserito la pellicola nella spirale
che permette di avvolgere la pellicola in un solo senso con delle piccole
rotazioni del polso inseriamo nel foro centrale della spirale il perno di
centraggio della tank, che ha due funzioni, la prima è quella di tenere in
posizione corretta la spirale e la seconda è quella di non far passar luce una
volta che la tank è stata chiusa con il suo coperchio anch’esso a tenuta di luce
che si inserisce nella tank con una rotazione fino a sentire un “CLIK” di blocco
ora la nostra pellicola è pronta per essere sviluppata. Bisogna procedere con la
preparazione del bagno di sviluppo, bene iniziamo con diluire lo sviluppatore
con acqua a temperatura di 20 gradi in diluizione 1 parte di agente e 9 parti di
acqua con una provetta graduata si fanno le opportune dosi, tenendo conto che il
contenuto totale della tank per sviluppo di 1 pellicola (permette anche di
svilupparne 2 assieme e di ogni formato) è di 270ML (se le pellicole fossero due
occorre raddoppiare tutti i dosaggi) adesso abbiamo messo il nostro agente
sviluppatore nella tank, ed è vero che ormai il liquido ricopre totalmente la
spirale in cui è inserita la pellicola, ma ciò non è sufficiente per ottenere
uno sviluppo ottimale del nostro negativo, occorre pertanto provvedere ad una
agitazione della tank o rotazione della spirale all’interno della tank, si
procede usando il perno in dotazione ad effettuare dei giri della spirale
all’inizio di 30 secondi per il primo minuto e poi di 10 secondi per i minuti
successivi il tempo standard che occorre per sviluppare un negativo normalmente
e correttamente esposto varia dai 6 agli 8 minuti a seconda del tipo di
pellicola in uso. Ora il processo di sviluppo è terminato scoliamo la tank senza
svitare il coperchio per 5 minuti adesso dobbiamo inserire l’agente di arresto
nella tank, che serve a fermare l’azione dello sviluppo, che anche se assente ha
formato un velo sulla pellicola e continuerebbe la sua azione, anche se blanda
sulla pellicola continuando a sviluppare fino a provocare un sovrasviluppo col
rischio di render il negativo problematico da stampare, perciò l’arresto oltre
eliminare l’alogenuro d’argento del negativo ferma il processo di sviluppo
istantaneamente, ciò però non vuol dire che appena immesso l’arresto lo si debba
subito togliere, anzi bisogna lasciarlo agire per almeno 5 minuti se il bagno di
arresto è nuovo, altrimenti se è già usato conviene allungare il tempo di
permanenza a contatto del negativo, scaduto il tempo prefissato per l’arresto
occorre ora fermare definitivamente e perennemente l’immagine con un ultimo
bagno di fissaggio sempre con le diluizioni consigliate sulla confezione si
versa il bagno di fissaggio e si lascia agire per una decina di minuti con
qualche rotazione ogni due minuti terminato il processo e dopo aver recuperato i
bagni di arresto e fissaggio in apposite bottigliette a tenuta di luce e ben
tappate (possono durare alcuni mesi) ora vi è l’ultima fase il lavaggio, come si
fa? Semplice o si usano i prodotti in commercio, ma consiglio un metodo
economico da me stesso provato, basta mettere nell’ultima acqua del lavaggio che
deve durare almeno 20 minuti, qualche goccia di bagnoschiuma e muovere la
spirale con movimenti verso l’alto è verso il basso, naturalmente a questo punto
avremmo già tolto il coperchio a tenuta di luce della tank, ma non ancora
estratto da essa il negativo ormai sviluppato, bene ora il processo è
praticamente terminato e dobbiamo solamente estrarre la spirale, aprirla facendo
ruotare le due parti di cui è composta fino a sentire un CLIK, ora estraiamo il
negativo sviluppato e tenendolo con due dita della mano sinistra, con il pollice
e l’indice della mano destra, usati a mo di pinza e preventivamente inumiditi
con acqua e sapone pinziamo delicatamente il negativo e facciamo scolar via
l’acqua in eccesso. Adesso stendiamo ad asciugare il negativo in un ambiente il
più possibile privo di polvere e posizioniamo un peso alla base della striscia
di pellicola per tenerla ben tesa. Quando sarà perfettamente asciutta
provvediamo a tagliare la pellicola in strisce de 6 fotogrammi e mettiamola
dentro le veline di protezione. Questo è un procedimento standard di sviluppo,
ma cosa succederebbe se venissero a cambiare le condizioni di luce in ripresa?
Dovremmo esporre o sottoesporre la pellicola e sviluppare di conseguenza
diluendo in maniera differente l’agente sviluppatore, modificando il tempo della
fase dello sviluppo e aumentando o diminuendo le rotazioni o i capovolgimenti
della tank o della spirale.
RICORDATE SEMPRE CHE ILPROCEDIMENTO DI INSERIMENTO DELLA PELLICOLA NELLA SPIRALE
E DI QUEST’ ULTIMA NELLA TANK VIENE SEMPRE ESEGUITO NELLA TOTALE OSCURITA’
PERCIO’ CONSIGLIO DI ESERCITARSI ALL’ INSERIMENTO DELLA PELLICOLA ALLA LUCE,
FINO A QUANDO SI HA RAGGIUNTO UNA CERTA PADRONANZA DEI MOVIMENTI, AH DIMENTICAVO
USATE UNA PELLICOLA ESAUSTA PER LE PROVE. LE VARIANTI NELLO SVILUPPO SARANNO
SPIEGATE IN SEGUITO.
4 -
Per ottenere negativo con grana
grossa e contrasto alto aumentare agitazione (30”x minuto) tempo di agitazione
aumentato di un minuto.
Per ottenere negativo morbido, contrasto basso e grana fine
Diminuire diluizione agitazione 5” x minuto ridurre tempo sviluppo di -50”.
Aumenta leggibilità nelle alte luci, diminuisce leggibilità nelle ombre(zone
4/5/6)
Negativo ottimale agitazione 10”x minuto(zone 3/8) tempo di sviluppo standard
Se si espone per le ombre sviluppare per le luci
Il dettaglio nelle ombre si controlla con l’esposizione
Il dettaglio nelle luci si controlla con lo sviluppo
Per alzare densità nelle alte luci (zone 7/8): sviluppo N+1(+10”)
Per abbassare densità nelle altre luci(zone 8/9): sviluppo N-1 (-10”)
Ombre zona 3 alte luci zona 7.
TRI-X PAN
Scene con luce piatta sviluppo rodinal diluizione 1/50
Agitazione 30” x minuto
Aumentare tempo di sviluppo di un minuto
Stampare su carta gradazione 5
HP5 ILFORD/ FP4 125 ISO
Diluizione sviluppo 1/25 scene con luce dura
Agitazione 5” x minuto
Tempo di sviluppo 50” in meno
Aumenta leggibilità nelle alte luci
Diminuisce leggibilità nelle ombre
Il tempo di sviluppo a parità di tutte le zone variabili va stabilito in
funzione della zona in cui cadranno le alte luci dopo il piazzamento delle
ombre. Per portare la zona 7 in zona 8 è richiesto meno tempo di sviluppo di
quanto sia necessario a portare la zona 5 in zona 6 ovvero per alzare densità
delle alte luci si richiede uno sviluppo N+½ (da zona 7 a zona 8) (max.1
minuto).
Invece per alzare densità da zona 5 a zona 6 si richiede sviluppo N+1 (max 2
minuti) se le alte luci sono troppo dense e si vogliono riportare da zona 9 a
zona 8 si richiede sviluppo N-1 (-2 minuti) se si stabilisce con esattezza che
le ombre ricche di particolari cadano in zona 3 così facendo avremo una stampa
che riproduce le ombre 3 con particolari definiti.
Le ombre della zona 2 con pochissimi particolari le zone di grigio medio 4/5/6
al loro posto
Le alte luci zone 7/8 con particolari e un bianco carta (zona 10) si ottiene
quindi una stampa con i toni dalla zona 2 alla zona 8 che cadranno
automaticamente nelle loro zone di competenza.
Sviluppare con minor diluizione (1/15)
Diminuire agitazione - contrasto basso le alte luci si intensificano.
Se sviluppo N+1/N+2 la sua azione sarà media da zona 5 a zona 6 quindi agirà
annerendo i grigi medi e le alte luci senza annerire ulteriormente le ombre 2/3
Negativo normale
Diluizione 1/15
Sviluppo rodinal
Grana fine
Agitazione 10” x minuto
Tempo di sviluppo standard
Stampa su carta gradazione 2
Per scene con 1 o 2 stop, di differenza tra alte luci ed ombre aumentare
agitazione negativo esporre per zone 2/3
Così facendo si ottiene un negativo con ombre leggibili, ma avendo sovraesposto
vi sarà un maggior annerimento in zona 2/3 estendibile sino alla zona 4 con
ombre nette e la seconda ombra con particolari ricchi in copia.
Naturalmente si penalizzano le alte luci con l’aumento del tempo di sviluppo e
la riduzione della diluizione e aumentare l’agitazione. Diluizione 1/10 stampare
su carta gradazione 5
Per scene con 5 stop di differenza agitazione lenta esposizione a forcella (bracheting)
tra alte luci ed ombre diluizione 1/25 negativo con scala zonale estesa con
ricchezza di particolari sia nelle ombre sia nelle alte luci tempo di agitazione
standard.
Misurazione sulla neve esposizione +1 stop rispetto al valore dell’esposizione
Sviluppo negativo rodinal 20cc. (1/25)
Tempo di sviluppo 7 minuti
5”di agitazione x minuto
Ilford 125 iso
Si ottiene negativo con alte luci nere, ma con particolari e copia con alte luci
in zona 8 ovvero alte luci con particolari visibili stampare su carta gradazione
2
Risultato: copia contrastata ma morbida nei toni e scala tonale estesa. Con
ricchezza di toni in alte luci e nelle ombre scala tonale zona da zona 3 a zona
8.
Ripresa diaframma tra 5.6 e il tempo di posa di 1/250 - 1/125 - 1/90 con
diaframma 9.
La lettura di un negativo per una stampa con tutti i toni al loro posto si
effettua con un esposizione tale da rendere l’ombra più scura riprodotta con un
tono di nero che mantiene visibile qualche dettaglio e le alte luci sono
riprodotte anch’esse con un bianco che mantiene qualche dettaglio, solo così
verranno riprodotti tutti i toni di grigio corrispondenti.
Collocare:
Vuol dire esporre in modo che la tonalità di grigio venga riprodotta col
medesimo tono che possiede realmente cosicché tutti i toni più chiari di quella
zona cadranno in corrispondenza dei toni chiari e tutti i toni scuri cadranno in
corrispondenza dei toni scuri.
Si sceglie dove collocare un dato tono di grigio e tutti gli altri cadranno
nelle zone che gli competono.
Ogni stop contiene gli estremi dei toni di quella zona, ovvero sono compresi gli
estremi di quelle due zone.
Fare profilatura a settori partendo da 5” ogni settore segnare sul retro della
carta il valore riscontrato dalla provinatura trovato il settore del provino col
giusto valore di esposizione stampare una prima copia scrivendo sul retro con
una matita tutti i dati inerenti alla stampa. Immergere il foglio nello sviluppo
a faccia in giù agitare la bacinella, rivoltare la copia estrarla e poi reimmergerla eseguendo l’operazione più volte, dopo 2 minuti voltarla con
l’emulsione verso l’alto, dopo un minuto estrarla completamente farla
sgocciolare poi immergere la copia nell’arresto per circa 2 minuti infine
fissare la copia e lavare.
5 -
BRUCIATURE
Per bruciature s’intende intensificare alcune parti della stampa che
richiedono un ulteriore intensificazione o annerimento parziale. Si procede
facendo un foro al centro di un cartoncino nero che abbia le dimensioni
leggermente maggiori della copia della stampa su cui stiamo lavorando. In
genere il foro da praticare deve essere proporzionale alla zona che si
intende bruciare, dopo di ché si interpone il cartoncino tra l’ingranditore
e la copia e lo si sposta lentamente facendo in modo che la ella lampada
dell’ingranditore passi attraverso il foro stesso e muoviamo il cartoncino
in modo che la luce annerisca soltanto la zona interessata . Il tempo per
una bruciatura deve essere aumentato del 60% rispetto al valore del tempo
usato per il resto della stampa, si può anche fare la bruciatura in più fasi
ed in zone diverse.
MASCHERATURE
Per mascherature si intende l’intervento opposto a quello delle bruciature.
Si preparano delle sagome di varie forme da un cartoncino nero: forme
circolari di varie misure, forme lanceolate, forme rettangolari e due forme
tonde ma con i bordi frastagliati e di misure un il doppio dell’altra, la
loro misura deve essere tale che quando posizionata a metà altezza dal piano
ingranditore all’obiettivo, la loro ombra proiettata deve essere leggermente
maggiore della misura della carta che stiamo usando per la stampa , perciò è
meglio farne almeno 4 da usare con formati di carta differenti dopo di che
si muovono con movimenti leggeri e concentrici dal basso verso l’alto
creando un ombra sull’area da mascherare per i tempi basarsi su quelli
riscontrati dai provini.
VIGNETTATURE
SI USA IL CARTONCINO ROTONDO CON I BORDI FRASTAGLIATI PONENDOLO AL CENTRO
DELLA COPIA AD UN ALTEZZA TALE CHE L’OMBRA DA ESSO GENERATA COPRA TUTTA
L’IMMAGINE AVENDO CURA DI LASCIARE ESPOSTI SOLAMENTE I BORDI DELL’IMMAGINE,
SEMPRE MUOVENDO IL CARTONCINO COME PER LE MASCHERATURE. COME TEMPI IN
GENERESI USANO ESPOSIZIONI DAI 5 AI 10 SECONDI CON DIAFRAMMA A TUTTA
APERTURAE IN BASE AL LIVELLO DI SCURIMENTO DEI BORDI DELL’IMMAGINE STESSA,
SI USA QUESTO METODO PERCHE’ E POSSIBILE CHE DURANTE LA STAMPA VI SIA UN
CALO DI LUCE AI BORDI DELL’IMMAGINE ,RENDENDOLA Più CHIARA RISPETTO AL RESTO
DELLA COPIA E POI SERVE ANCHE COME PRESENTAZIONE DELLA STAMPA. UN IMMAGINE
BEN STAMPATA NELLA ZONA CENTRALE MA CON I BORDI CHIARI SUSCITA
NELL’OSSERVATORE UN GIUDIZIO ALQUANTO NEGATIVO E POI SE MONTIAMO LA STAMPA
CON UN PASSE BIANCO, SI HA LA SGRADEVOLE SENSAZIONE DI NON CAPIRE DOVE
FINISCA L’IMMAGINE.
AUTOMASCHERATURA
Immergere la copia nello sviluppo per due minuti prima di esporla sotto
l’ingranditore, scolarla bene dall’eccesso di chimico, si espone la copia
sotto l’ingranditore per un tempo totale riscontrato dai provini 1/3-¼ in
meno dell’esposizione totale, si attende l’annerimento delle ombre nelle
zone più chiare del negativo da stampare, si completa l’esposizione secondo
il tempo totale del provino, completare lo sviluppo infine arresto e
fissaggio con lavaggio finale.
EFFETTO
Il primo annerimento nei 2 minuti di esposizione e sviluppo automaschera le
ombre, fermando l’annerimento ed evitando che la seconda esposizione le
intensifichi riducendo il contrasto.
CARTA FOTOGRAFICA
NON ESISTE CARTA FOTOGRAFICA BIANCA E NERA, MA DI COLORE O MEGLIO DI
INTONAZIONI DIVERSE, LE DIFFERENZE DI COLORE, GRANITURA DELLA SUPERFICIE,
QUALITA’ DEI TONI PiU’ CHIARI E PIU’ SCURI OTTENIBILI SONO FONDAMENTALI PER
DETERMINARE L’ATMOSFERA DELL’IMMAGINE E SPESSO LA RICONOSCIBILITA’
DELL’AUTORE, LA GRADAZIONE DETERMINA IL CONTRASTO, MA NON RISOLVE UN
NEGATIVO SOVRA O SOTTO SVILUPPATO.
L’INGRANDITORE E IL FORMATO
IL TIPO DI ILLUMINAZIONE NELL’INGRANDITORE IN GENERE A CONDENSATORI O A LUCE
DIFFUSA,DETERMINA LA DUREZZA DELL’IMMAGINE, ANCHE LA QUALITA’ DELL’OBIETTIVO
CONSENTE MAGGIORE O MINORE FACILITA’ NEL RENDERE LE ALTE LUCI E LE OMBNRE
PROFONDE.
LA SCELTA DEL FORMATO DI STAMPA VIENE PRINCIPALMENTE DA VALUTAZIIONI PRECISE
SU PRESENZA E RAPPORTO TRA MASSE CHIARE E MASSE SCURE, E SULLA POSSIBILITA’
NEI NEGATIVI SUPERIORI AL 24X36 DI RENDERE SULLA CARTA TUTTA LA RICCHEZZA DI
TONI PRESENTE.
SVILUPPO
CONCORRE A DEFINIRE CONTRASTO E COLORE DELL’IMMAGINE FINALE.
DILUIZIONE
VIENE POCO USATA NELLA STAMPA HIGH KEY, L’ALTISSIMA DILUIZIONE DETERMINA UN
TONO PARTICOLARISSIMO CON MOLTE CARTE.
TEMPO
I MIGLIORI PRODOTTI DETERMINANO UN RISULTATO ALQUANTO DIVERSO SECONDO IL
TEMPO DI SVILUPPO. PER ESSI, USATI CON CARTE DI QUALITA’ NON VALE L’AZIONE
DI SVILUPPARE A FONDO, MA DI SVILUPPARE FINO AL RISULTATO PREFISSATO DA
RAGGIUNGERE.
SBIANCA
E’ LA PARTE PIU’ PITTORICA DELLA FOTOGRAFIA,SPECIE QUELLA PARZIALE, DA SOLA
PUO’ CAMBIARE COMPLETAMENTE UNA FOTOGRAFIA, IN MEGLIO O IN PEGGIO.
PELLICOLA
L’ELEMENTO DA VALUTARE E’ LA GRANA.
MAGGIORE E’ LA SENSIBILITA’ DELLA PELLICOLA, MAGGIORE E’ LA GRANA,
ACCOMPAGNATA DA MANCANZA DI BIANCHI PURI E NERI PROFONDI E DA MINOR
INCISIONE.
OBIETTIVO
LA SCELTA DELL’OBIETTIVO INFLUENZA LA DEFINIZIONE DELL’IMMAGINE, MEDIAMENTE
MINORE NEGLI ZOOM, E LA PRESENZA DI FOSCHIA INDESIDERATA NELLE RIPRESE CON
TELEOBIETTIVO.
ESPOSIZIONE
I LUNGHI TEMPI GENERANO UN MICROMOSSO, DUIAFRAMMI SBAGLIATI, LA PRESENZA DI
VASTE AREE DI GRIGIO INDISTINTO DIFFICILI DA STAMPARE.
SVILUPPO
DEFINISCE IL CONTRASTO GENERALE DELL’IMMAGINE, LA PRESENZA DI PARTICOLARI
NEI NERI E NELLE ALTE LUCI, LA QUALITA’ ED IN PARTE LA QUANTITA’ DELLA
GRANA.
DILUIZIONE
MAGGIOR DILUIZIONE DETERMINA MAGGIOR GRANA E MIONOR CONTRASTO.
TEMPO
UN AUMENTO DEL TEMPO DI ESPOSIZIONE AUMENTA LA LEGGIBILITA’ DELLE OMBRE, MA
BRUCIA LE ALTE LUCI.
AGITAZIONE
LO STANDARD E’ 10 SECONDI PER MINUTO, AUMENTANDOLO AUMENTA ANCHE
VIOLENTEMENTE IL CONTRASTO, DIMINUENDOLO LO SI ATTENUA ANCHE DI MOLTO, IL
NEGATIVO DIVENTA IN AMBEDUE I CASI DIFFICILE DA STAMPARE.
INTONAZIONE E VIRAGGIO
LA STAMPA DI QUALITA’ RICHIESE SEMPRE PER LA STABILITA’ DELL’IMMAGINE
CHIMICA NEL TEMPO, UN VIRAGGIO AL SELENIO CHE NON ALTERA I COLORI, MA
AUMENTA LA PROFONDITA’ DEI NERI.
IL VIRAGGIO AL SELENIO PROLUNGATO CAMBIA DI MOLTO IL COLORE DI PRESSOCHE’
TUTTE LE CARTE DI PREGIO, CON ESITI ALQUANTO DIVERSI DA UNA ALL’ALTRA,
VIRAGGI A COLORI DI BUONA MARCA DANNO RISULTATI NE’ DA SOTTOVALUTARE, NE’ DA
ENFATIZZARE, NON CONFONDETE IL VIRAGGIO CHE AGISCE SOLO SULLE PARTI ESPOSTE,
CON LA COLORITURA CHE CAMBIA ANCHE IL COLOIRE DEI BIANCHI, E’ NECESSARIO IN
OGNI CASO OPERARE SU CARTE PERFETTAMENTE FISSATE E LAVATE.
PASSE-PARTOUT
IL COLORE CHE STA ACCANTO ALLA FOTOGRAFIA PUO’ ABBASSARE O RIALZARE IL TONO,
SE NON E’ BIANCO COSI’ ANCHE IL TIPO DI SUPERFICIE. LA MASSIMA CURA DEVE
ESSERE POSTA QUANDO SI DECIDE DI USARE DEI PASS SCURI CHE VARIANO QUANTO LA
PROFONDITA’ DEI NERI NELLA FOTO, IL MIGLIOR PASS SEMBRA ESSERE LA CARTA
FOTOGRAFICA STESSA ED ANCHE IL MENO CARO, C URATE PERTANTO GLI ANGOLI E I
BORDI DELL’IMMAGINE STAMPATA.
CORNICE
LE MISURE COLORE E SPESSORE DELLA CORNICE SONO, PARTE INTEGRANTE DEL
PROCESSO VISIVI CHE CI FA’ APPREZZARE UNA FOTOGRAFIA.
SVILUPPO BEERS A CONTRASTO VARIABILE
SOLUZIONE 1
MORBIDA TONO LEGGERMENTE CALDO
METOLO GR 8
SODIO SOLFITO ANIDRO GR 23
IDROCHINONE GR 0
SODIO CARBONATICO ANIDRO GR 20
BROMURO DI POTASSIO ML 11 SOLUZIONE AL 10%
ACQUA CC 2000
SOLUZIONE 2 NORMALE TONO NERO FREDDO
METOLO GR 10
SODIO SOLFITO ANIDRO GR 46
IDROCHINONE GR 6
SODIO CARBONATICO ANIDRO GR 45
BROMURO DI POTASSIO C C 30 SOLUZIONE AL 10%
ACQUA CC 2000
SOLUZIONE 7 CONTRASTATA TONO FREDDO
METOLO GR 2.8
SODIO SOLFITO ANIDRO GR 46
IDROCHINONE GR 13
SODIO CARBONATICO ANIDRO GR 40
BROMURO DI POTASSIO CC 40 SOLUZIONE AL 10%
ACQUA CC 2000
SVILUPPI BEERS DA MESCOLAREV IN DUE PARTI
SOLUZIONE A
ACQUA 52 GRADI CENTIGRADI ML 750
METOLO GR 8
SODIO SOLFITO ANIDRO GR 20
IDROCHINONE GR 0
CARBONATICO SODIO MONOIDRATO GR 23.4
BROMURO DI POTASSIO ML 11 SOLUZIONE AL 10%
ACQUA ML 1000
MESCOLARE SOL. A+SOL. B SECONDO IL CONTRASTO CHE SI VUOLE OTTENERE SVILUPPO
IN DUE BAGNI
EUKOBROM (D 72)
AQCUA 52 GRADI 750 ML
METOLO GR.3
IDROCHINONE GR.45
SODIO SOLFITO ANIDRO GR.80
BROMURO DI POTASSIO ML 20 SOLUZ. A L 10%
CENTRABROM (ANSCO 120)
METOLO GR.12.3
IDROCHINONE GR.36
SODIO SOLFITO ANIDRO GR.0
SODIO CARBONATICO ANIDRO GR.36
BROMURO DI POTASSIO ML. 20 SOLUZ. AL 10%
ACQUA ML 1000
DILUIRE ½ TEMPO DI SVILUPPO 1’5’’
DILUIRE 1/84 TEMPO DI SVILUPPO 3’00’’
TEMPO TOTALE DI PERMANENZA NEI DUE BAGNI 3’30’’
DA USARE CON NEGATIVI A CONTRASTO ELEVATO IL PROCESSO DI SVILUPPO PROCEDE
FINO, ALL’ANNERIMENTO TOTALE
PRIOCEDIMENTO DI SBIANCA
IL BAGNO DI SBIANCA AGISCE PRIMA SULLE ZONE CHIARE DI UNA STAMPA CHE VANNO
LASCIATE PER ULTIME.
SI PROCEDE IN QUESTO MODO
APPOGGIARE LA STAMPA BAGNATA SU DI UNA SUPERFICIE LISCIA (VETRO PLEXIGAS)
METTERE IN UN CONTENITORE IL FISSAGGIO ED IN UN ALTRO LA SBIANCA DILUIZIONE
1/3 QUINDI CON UN BATUFFOLO DI COTONE (PER SBIANCARE ZONE ESTESE ) O DI
COTTON FIOCC (per sbiancare zone piccole) IN QUESTO CASO PROTEGGERE LE ZONE
CHE NON DEBBONO SUBIRE L’INDEBOLIMENTO , CON VERNICE PELLICOLABILE
ASPORTABILE A LAVORO ULTIMATO. QUANDO LA VERNICE SARA’ ASCIUGATA, INZUPPARE
IL COTTON FIOCC NEL FISSAGGIO CON LA MANO SX, E CON LA MANO DX NELLA
SBIANCA(ATTENZIONE A NON FAR CADERE GOCCE DI SBIANCA SULLA COPIA, IN QUESTO
CASO LA COPIA SARA’ ROVINATA IRRIMEDIABILMENTE) ORA PASSARE DELICATAMENTE LA
SBIANCA SULLE PARTI INTERESSATE E SUBITO DOPO FERMARE LA SUA AZIONE COL
FISSAGGIO OSSERVARE L’EFFETTO, E SE NON E’ SUFFICIENTE RIPETERE L’OPERAZIONE
SINO A RISULTATO VOLUTO. E’ UTILE TRA UNA PASSATA E L’ALTRA DI SBIANCA
IMPREGNARE LA ZONA DI FISSAGGIO E POI ASPORTARE L‘ECCESSO DI SOLUZIONE CON
CARTA ASSORBENTE. LAVARE BENE LA COPIA. ASPORTARE CON I POLPASTRELLI LA
VERNICE PELLICOLABILE, FACENDO ATTENZIONE A NON GRATTARE LA STAMPA CON LE
UNGHIE. FISSARE L‘IMMAGINE CON FISSAGGIO NUOVO. FARE UN BAGNO AL SELENIO PER
1 MINUTO.
PER PREPARARE IL BAGNO DI SBIANCA OCCORRE
FERRICIANURO DI POTASSIO GR.15
BROMURO DI POTASSIO GR.6
ACQUA CC 500
NEL PREPARARE QUESTE SOLUZIONI SEGUIRE RIGOROSAMENTE L’ORDINE SECONDO
L’ELENCO, ALTRIMENTI LE POLVERI CHIMICHE NON SI MISCELANO TRA LORO E SI
OTTERRA’ UN IMPASTO CHE SARA’ IMPOSSIBILE SCIOGLIERE, E POI VI E’ IL
PERICOLO CHE LE SOLUZIONI VI SCHIZZINO IN FACCIA. METTER SOLUZIONE A IN
SOLUZIONE B E MAI VICEVERSA.
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